Giorgio Agamben - Se Lo Stato Sequestra Il Tuo Corpo.
Giorgio Agamben. "Se Lo Stato Sequestra Il Tuo Corpo." La Repubblica. January 8, 2004, Page 42, Culture.
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Giorgio Agamben. "Se Lo Stato Sequestra Il Tuo Corpo." La Repubblica. January 8, 2004, Page 42, Culture.
Giorgio Agamben. "No to Bio-Political Tattooing." English.
Giorgio Agamben. "Non au tatouage biopolitique." Le Monde diplomatique. January 10, 2004, French.
Giorgio Agamben. "Körper ohne Worte. Gegen die biopolitische Tätowierung." German.
Ho appreso oggi dai giornali che i cittadini stranieri che si recano negli Stati Uniti con un visto dovranno essere schedati e lasciare le loro impronte digitali al loro ingresso nel paese. Poiche' non intendo sottopormi a una tale procedura, ho immediatamente annullato il corso che dovevo tenere in marzo presso la New York University. Cerchero' qui di spiegare perche', malgrado la mia simpatia per gli studenti e i professori americani, con i quali ho da anni relazioni di lavoro e di amicizia, che vorrei fosse condivisa da altri intellettuali e docenti europei.
Non si tratta, infatti, soltanto della sensibilita' individuale a una procedura cui venivano sottoposti in passato e sono tuttora sottoposti in molti paesi i sospetti criminali e i perseguitati politici. Se fosse soltanto questo, sarebbe perfino pensabile di decidere di condividere per solidarieta' le condizioni umilianti cui vengono sottoposti altri esseri umani. Ma il problema eccede di gran lunga i limiti della sensibilita' personale e riguarda il normale statuto giuridico-politico (o forse si dovrebbe ormai dire semplicemente: biopolitico) dei cittadini degli stati cosiddetti democratici in cui ci troviamo a vivere.
Ormai da anni, in modo dapprima occasionale e subliminare, e poi sempre piu' esplicito e insistente, si cerca di persuadere i cittadini ad accedere come normali e umani dispositivi e pratiche di controllo che sono stati sempre considerati eccezionali e inumani. E' noto che oggi il controllo che gli Stati possono esercitare sugli individui grazie all'uso dei dispositivi elettronici come le carte di credito e i telefoni cellulari raggiunge limiti un tempo impensabile. Ma vi sono soglie del controllo e nella manipolazione dei corpi, il cui oltrepassamento segna una nuova condizione biopolitica globale, un passo ulteriore in quella che Foucault definiva una sorta di progressiva animalizzazione dell'uomo attuata attraverso le tecniche piu' sofisticate. La schedatura elettronica delle impronte digitali e della retina, il tatuaggio sottocutaneo e altre pratiche del genere sono elementi di questa soglia.
Le ragioni di sicurezza che vengono addotte per giustificare non devono trarre in inganno. L'esperienza insegna che pratiche che vengono riservate inizialmente agli stranieri, vengono poi estese a tutti. Cio' che qui e' in questione e' la nuova relazione biopolitica "normale" fra i cittadini e lo stato. Questa non riguarda piu' la partecipazione libera e attiva alla dimensione pubblica, ma l'iscrizione e la schedatura dell'elemento piu' privato e incomunicabile: la vita biologica dei corpi.
Ai dispositivi mediatici che controllano e manipolano la parola pubblica, corrispondono i dispositivi tecnologici che iscrivono e identificano la nuda vita: tra questi due estremi - una parola senza corpo e un corpo senza parola - lo spazio di quella che un tempo si chiamava politca e' sempre piu' esiguo e ristretto.
Anni fa mi e' capitato di scrivere che il paradigma politico dell'occidente non e' piu' la citta' ma il campo di concentramento, non Atene, ma Auschwitz. Era naturalmente una tesi filosofica e non storiografica. Non si tratta, infatti, di confondere fenomeni che vanno tenuti distinti. Vorrei soltanto suggerire che e' probabile che il tatuaggio a Auschwitz apparisse come il modo piu' "normale" ed economico di regolare l'iscrizione dei deportati nel campo. Il tatuaggio biopolitico che oggi ci impongono per entrare negli Stati Uniti e' la staffetta di quello che domani potrebbero farci accettare come l'iscrizione normale dell'identita' del buon cittadino nei meccanismi e negli ingranaggi dello stato.